IGRECO e il “pacco” di Natale

Pare sia pronto il “pacco” di Natale. Viste le uscite di maggioranza e opposizione rimaniamo l’unica voce contraria alla nascita dell’ospedaletto privato. Non c’è due senza tre. Tanti sono i tentativi della famiglia Greco di portare un pezzo della speculazione sulla salute dei cittadini in territorio rendese. Non dobbiamo fare neanche tanta fatica a prendere posizione visto che ci basta adattare uno dei vari comunicati usciti nel tempo. Al di là delle disquisizioni tecniche (area protetta, dissesto idrogeologico) e burocratiche (convenzioni, posti letto, varianti) che pure sono fondamentali, noi, come già in passato, solleviamo un problema politico. Crediamo infatti fermamente che nei servizi pubblici primari – acqua, rifiuti, scuola, sanità – non dovrebbe esserci nessuno spazio per il profitto privato. Si chiamano infatti Beni Comuni. Ed è paradossale che la proposta venga riportata in Consiglio Comunale proprio insieme all’approvazione del Regolamento comunale sui Beni Comuni.

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Smontare il meccanismo che ci ha relegati ad essere “isole infelici”

Un giovedì qualsiasi nel Comune di Rende, in una struttura civica e per questo vocata all’utilizzo collettivo. La Biblioteca. Abbiamo scelto questo luogo simbolico di cultura per invitare tutte le associazioni, i comitati spontanei, i movimenti ed i singoli abitanti dei quartieri a prendere parola ad animare un percorso che con grosse difficoltà stiamo portando avanti da oltre un anno.

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ASSEMBLEA 22nov2018: intervento del Movimento 14 Luglio

Movimento 14 Luglio

Antonio D’Agostino e Toni Capua

Veniamo da Nicotera e facciamo parte del Movimento 14 Luglio. Questo movimento nasce sull’onda di una protesta avvenuta, appunto, nel Luglio del 2016 e che culminò con l’occupazione del Municipio che durò alcuni giorni. L’oggetto della protesta era l’invivibilità dell’ambiente cittadino. Nicotera, e la marina in particolare, è un luogo ameno della Calabria con 4 chilometri e mezzo di spiaggia bianca e la gente in prevalenza campa di turismo per due mesi all’anno. Nel 2016 è avvenuto che il mare, quindi la principale fonte di sostentamento per tutti, non era balneabile. Inoltre, l’acqua che ci arrivava dalla Sorical ed usciva dai rubinetti era marrone e maleodorante. I turisti scappavano, i piccoli operatori turistici chiudevano gli ombrelloni.

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Assemblea Biblioteca Civiva 22 Novembre 2018

Gepostet von DecidiamoNoi am Donnerstag, 22. November 2018

Acqua: della serie cornuti e aggrediti!

E’ notizia recente che i sindaci dei comuni calabresi hanno scelto chi tra di loro sarà tra i 40 componenti dell’Assemblea dell’Aic (Autorità Idrica della Calabria). Tra i gli eletti ci sono Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto, solo per citare i comuni dell’Area Urbana. Subito ha preso parola il presidente della Provincia di Cosenza, Iacucci, solo per incensare il magnifico operato del governatore e per ripetere il solito mantra a sostegno della necessità della gestione privata. Come se non ci fossimo mai passati! A dire il vero, da parte nostra, abbiamo letto positivamente la ritrosia delle comunità locali a dare il proprio placet alla nascite dell’Autorità. Questo infatti è segno delle cicatrici lasciate dalla malagestione Sorical che si è distinta in questi anni per inefficacia, inefficienza e diseconomicità. Inutile dire che la Sorical Spa era una società a prevalente capitale pubblico visto che è risaputo che a comandare realmente era l’azionista privato di minoranza, la multinazionale Veolia. Quindi, non uno sprovveduto imprenditore di paese qualsiasi ma la multinazionale Veolia, che ha gestito e gestisce, quasi ovunque con ignominia, gli acquedotti delle più grandi città al mondo.

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CHI DECIDE SULL’ACQUA?

Ieri presso la Biblioteca Civica di Quattromiglia si è parlato di Acqua Bene Comune. Buona la presenza di tanti cittadini e associazioni che hanno voluto fare il punto della situazione con Vincenzo Miliucci del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Gennaro Montuoro del Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” ed il Coordinamento Territoriale #DecidiamoNoi. Dopo le relazioni iniziali che si sono soffermate sulla situazione della gestione del sistema idrico integrato nel sud e soprattutto in Calabria con il mistero di un’Autorità Idrica della Calabria (AIC) che non riesce a decollare e l’incognita delle reali intenzioni del governo regionale. L’Autortà, composta da quaranta primi cittadini in rappresentanza di tutti i comuni calabresi, sarà certamente pubblica ma dovrà decidere a chi affidare la reale gestione dell’acqua dalla captazione alla depurazione, dalla sorgente alla fogna. Nessuna dichiarazione in merito e quindi il dubbio che tutto questo lavorio sotto traccia sfocerà nella consegna del sistema idrico nelle mani di una grossa società privata operante nel settore è forte ed il nostro compito sarà proprio quello di impedire questa ipotesi cominciando dal sit-in previsto a Lamezia durante le votazioni (ci saranno realmente?) per la costituzione dell’AIC. Nel frattempo pochissimi comuni hanno deliberato il loro placet all’Autorità, il che si configura come una sorta di resistenza delle comunità locali dopo la triste esperienza della gestione Sorical o forse dovremmo dire Veolia.

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Coordinamento #DecidiamoNoi: Democrazia Diretta e produzione del “comune”

La proposta di Regolamento dei Beni Comuni del Coordinamento Decidiamo noi all’amministrazione comunale di Rende (gennaio-marzo 2018)

Dopo un anno di attività politica, alle porte della primavera 2018, il Coordinamento #DecidiamoNoi vede discussa e condivisa, da parte dell’amministrazione comunale di Rende, la sua proposta di “Regolamento Comunale per la Partecipazione nel governo dei Beni comuni”. Come si è arrivati a ciò? Partiamo col dire che si è deciso di discuterne insieme, dentro le sedi istituzionali e nei luoghi della partecipazione attiva (sedi di associazioni e comitati di quartiere, spazi liberati), in cui il coordinamento territoriale #DecidiamoNoi si incontra settimanalmente. Da un punto di vista politico, sul territorio, il coordinamento ha scelto il metodo assembleare, attraverso riunioni tra cittadini, nei quartieri, per favorire la cooperazione sociale e giungere a sperimentare forme di riappropriazione del “comune” e di governo partecipato dei beni comuni, cioè di tutti quei “beni, materiali, immateriali e digitali, che la collettività, anche attraverso procedure partecipative, riconosce essere funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali della persona, al benessere individuale e collettivo, e all’interesse delle generazioni future” (dalla Proposta di Regolamento del Coordinamento #DecidiamoNoi).

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BENI COMUNI: LINGUAGGIO, POLITICA, ECONOMIA!

I “BENI COMUNI” STANNO DIVENTANDO UNA PRESENZA COSTANTE NEL LINGUAGGIO, POLITICO, ECONOMICO DEI NOSTRI TEMPI.
Sinistra e destra, neoliberisti e neokeynesiani, conservatori e anarchici utilizzano il concetto nella loro propria accezione politica.
Persino la consigliera Barbara Blasi,dell’Udc, propone per il Comune di Rende di adottare un “Regolamento dei Beni comuni”, mentre “esperti di studi di beni comuni” si aggirano tra le stesse amministrazioni locali calabresi.

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