Regolamento dei Beni Comuni dal dire al fare: MANNAni na risposta!

Sono passati sette mesi dall’approvazione del Regolamento dei Beni Comuni da parte del Consiglio Comunale di Rende.

Pensiamo siano maturi i tempi per dare muscoli, tendini e nervi allo scheletro di un progetto innovativo che non può giacere esangue negli armadi della burocrazia cittadina. Il Regolamento rappresenta, infatti, uno snodo fondamentale nel nostro percorso di iniziativa e partecipazione dal basso.

La prospettiva della città come Bene Comune è connessa alla possibilità di aprire ed attuare una nuova fase sperimentale in cui tutti i cittadini insieme alle loro “comunità di riferimento” (quartiere, associazione, comitato spontaneo, gruppo di abitanti) possano decidere, gestire, governare dal basso una parte importante della propria esistenza con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita nel proprio territorio, a partire dalla riappropriazione e dalla cura dei beni comuni.

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Il vero Parco Acquatico sono le “piscine” della Legnochimica e gli altri ecomostri dell’Area industriale di Rende

L’attività della Legnochimica, nell’area industriale di Rende, inizia nel 1969 con la produzione di pannelli in fibra di legno e di tannino. Nel 2002 tutte le attività si fermano e nel 2006 la Legnochimica è posta in liquidazione lasciando come frutto dei suoi 33 anni di attività disoccupazione e inquinamento.

Le acque sature di elementi chimici miste agli scarti di lavorazione del legno, non sono mai state smaltite secondo criteri consoni alla salvaguardia dell’ambiente e della salute, ma raccolte, nel tempo in alcuni bacini artificiali scavati nella terra. Questi “laghetti” negli anni hanno causato un disastro ambientale interessando falde acquifere e corsi d’acqua, Crati compreso. Nessun responsabile è stato individuato e costretto a porre rimedio. La stessa proprietà responsabile dell’inquinamento, il gruppo che fa riferimento alla famiglia Battaglia, ha ancora stabilimenti aperti ed in piena attività nella Zona Industriale.

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Articolo sull’Assemblea Pubblica del 29 Marzo

di — 31 Marzo 2019

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Il Comune di Rende

«Il Comune di Rende è tra i primi del Sud Italia ad aver approvato il Regolamento comunale sulla collaborazione tra cittadini e comune per la cura e la rigenerazione dei beni comuni», affermava a gran voce il primo cittadino di Rende Marcello Manna, circa un anno fa.

A distanza di tempo, venerdì pomeriggio il progetto rispunta nell’agenda politica dell’amministrazione comunale. «Partiamo da subito ed al di là della campagna elettorale dei prossimi mesi», ha ribadito proprio Manna partecipando ad un primissimo incontro con i cittadini. «Dopo una lunga attività di sensibilizzazione e confronto con l’amministrazione comunale, il coordinamento territoriale “#DecidiamoNoi” è riuscito ad ottenere l’approvazione del Regolamento dei beni comuni della città di Rende. Si tratta di un momento molto importante nel nostro percorso di iniziativa e partecipazione dal basso, teso alla riappropriazione della possibilità di decidere sulle nostre vite, in un mondo sempre più dominato dalla logica onnivora dei mercati. Grazie al regolamento è possibile immaginare l’apertura di una nuova fase in cui ogni cittadino, da singolo o in forma associata, possa aspirare a decidere, gestire, governare dal basso una parte della propria esistenza in materia di tutela ambientale e della salute, organizzazione e autogestione di servizi collettivi, riappropriazione di spazi di socialità e cultura, e tanto altro ancora», hanno scritto a tal proposito proprio i cittadini che hanno partecipato.

L’approvazione del Regolamento rappresenta tuttavia solo una prima tappa di un processo ancora tutto da costruire.

https://cosenza.gazzettadelsud.it/articoli/politica/2019/03/31/rende-il-sindaco-manna-incontra-i-cittadini-e-rilancia-lidea-dei-beni-comuni-4b653d10-3a7e-4773-b4c7-46dea84f9364/

Assemblea Pubblica: Beni Comuni…dal dire al fare

Dopo una lunga attività di sensibilizzazione e confronto con l’amministrazione comunale, Il Coordinamento Territoriale #DecidiamoNoi” è riuscito ad ottenere l’approvazione del Regolamento dei beni comuni della città di Rende. Si tratta di un momento molto importante nel nostro percorso di iniziativa e partecipazione dal basso, teso alla riappropriazione della possibilità di decidere sulle nostre vite, in un mondo sempre più dominato dalla logica onnivora dei mercati. Grazie al Regolamento è possibile immaginare l’apertura di una nuova fase in cui ogni cittadino, da singolo o in forma associata, possa aspirare a decidere, gestire, governare dal basso una parte della propria esistenza in materia di tutela ambientale e della salute, organizzazione e autogestione di servizi collettivi, riappropriazione di spazi di socialità e cultura, e tanto altro ancora. Continue reading “Assemblea Pubblica: Beni Comuni…dal dire al fare”

IGRECO e il “pacco” di Natale

Pare sia pronto il “pacco” di Natale. Viste le uscite di maggioranza e opposizione rimaniamo l’unica voce contraria alla nascita dell’ospedaletto privato. Non c’è due senza tre. Tanti sono i tentativi della famiglia Greco di portare un pezzo della speculazione sulla salute dei cittadini in territorio rendese. Non dobbiamo fare neanche tanta fatica a prendere posizione visto che ci basta adattare uno dei vari comunicati usciti nel tempo. Al di là delle disquisizioni tecniche (area protetta, dissesto idrogeologico) e burocratiche (convenzioni, posti letto, varianti) che pure sono fondamentali, noi, come già in passato, solleviamo un problema politico. Crediamo infatti fermamente che nei servizi pubblici primari – acqua, rifiuti, scuola, sanità – non dovrebbe esserci nessuno spazio per il profitto privato. Si chiamano infatti Beni Comuni. Ed è paradossale che la proposta venga riportata in Consiglio Comunale proprio insieme all’approvazione del Regolamento comunale sui Beni Comuni.

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Smontare il meccanismo che ci ha relegati ad essere “isole infelici”

Un giovedì qualsiasi nel Comune di Rende, in una struttura civica e per questo vocata all’utilizzo collettivo. La Biblioteca. Abbiamo scelto questo luogo simbolico di cultura per invitare tutte le associazioni, i comitati spontanei, i movimenti ed i singoli abitanti dei quartieri a prendere parola ad animare un percorso che con grosse difficoltà stiamo portando avanti da oltre un anno.

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ASSEMBLEA 22nov2018: intervento del Movimento 14 Luglio

Movimento 14 Luglio

Antonio D’Agostino e Toni Capua

Veniamo da Nicotera e facciamo parte del Movimento 14 Luglio. Questo movimento nasce sull’onda di una protesta avvenuta, appunto, nel Luglio del 2016 e che culminò con l’occupazione del Municipio che durò alcuni giorni. L’oggetto della protesta era l’invivibilità dell’ambiente cittadino. Nicotera, e la marina in particolare, è un luogo ameno della Calabria con 4 chilometri e mezzo di spiaggia bianca e la gente in prevalenza campa di turismo per due mesi all’anno. Nel 2016 è avvenuto che il mare, quindi la principale fonte di sostentamento per tutti, non era balneabile. Inoltre, l’acqua che ci arrivava dalla Sorical ed usciva dai rubinetti era marrone e maleodorante. I turisti scappavano, i piccoli operatori turistici chiudevano gli ombrelloni.

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Assemblea Biblioteca Civiva 22 Novembre 2018

Gepostet von DecidiamoNoi am Donnerstag, 22. November 2018

Acqua: della serie cornuti e aggrediti!

E’ notizia recente che i sindaci dei comuni calabresi hanno scelto chi tra di loro sarà tra i 40 componenti dell’Assemblea dell’Aic (Autorità Idrica della Calabria). Tra i gli eletti ci sono Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto, solo per citare i comuni dell’Area Urbana. Subito ha preso parola il presidente della Provincia di Cosenza, Iacucci, solo per incensare il magnifico operato del governatore e per ripetere il solito mantra a sostegno della necessità della gestione privata. Come se non ci fossimo mai passati! A dire il vero, da parte nostra, abbiamo letto positivamente la ritrosia delle comunità locali a dare il proprio placet alla nascite dell’Autorità. Questo infatti è segno delle cicatrici lasciate dalla malagestione Sorical che si è distinta in questi anni per inefficacia, inefficienza e diseconomicità. Inutile dire che la Sorical Spa era una società a prevalente capitale pubblico visto che è risaputo che a comandare realmente era l’azionista privato di minoranza, la multinazionale Veolia. Quindi, non uno sprovveduto imprenditore di paese qualsiasi ma la multinazionale Veolia, che ha gestito e gestisce, quasi ovunque con ignominia, gli acquedotti delle più grandi città al mondo.

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