Coordinamento #DecidiamoNoi: Democrazia Diretta e produzione del “comune”

La proposta di Regolamento dei Beni Comuni del Coordinamento Decidiamo noi all’amministrazione comunale di Rende (gennaio-marzo 2018)

Dopo un anno di attività politica, alle porte della primavera 2018, il Coordinamento #DecidiamoNoi vede discussa e condivisa, da parte dell’amministrazione comunale di Rende, la sua proposta di “Regolamento Comunale per la Partecipazione nel governo dei Beni comuni”. Come si è arrivati a ciò? Partiamo col dire che si è deciso di discuterne insieme, dentro le sedi istituzionali e nei luoghi della partecipazione attiva (sedi di associazioni e comitati di quartiere, spazi liberati), in cui il coordinamento territoriale #DecidiamoNoi si incontra settimanalmente. Da un punto di vista politico, sul territorio, il coordinamento ha scelto il metodo assembleare, attraverso riunioni tra cittadini, nei quartieri, per favorire la cooperazione sociale e giungere a sperimentare forme di riappropriazione del “comune” e di governo partecipato dei beni comuni, cioè di tutti quei “beni, materiali, immateriali e digitali, che la collettività, anche attraverso procedure partecipative, riconosce essere funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali della persona, al benessere individuale e collettivo, e all’interesse delle generazioni future” (dalla Proposta di Regolamento del Coordinamento #DecidiamoNoi).

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BENI COMUNI: LINGUAGGIO, POLITICA, ECONOMIA!

I “BENI COMUNI” STANNO DIVENTANDO UNA PRESENZA COSTANTE NEL LINGUAGGIO, POLITICO, ECONOMICO DEI NOSTRI TEMPI.
Sinistra e destra, neoliberisti e neokeynesiani, conservatori e anarchici utilizzano il concetto nella loro propria accezione politica.
Persino la consigliera Barbara Blasi,dell’Udc, propone per il Comune di Rende di adottare un “Regolamento dei Beni comuni”, mentre “esperti di studi di beni comuni” si aggirano tra le stesse amministrazioni locali calabresi.

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