P.Cacciari: Creare comunità

 

Paolo Cacciari | 4 maggio 2018 |

La caratteristica fondamentale dei “beni comuni” (commons intesi come risorse, forze e sistemi sociali integrati) non è costituita solo dal loro grado di accessibilità e inclusività e nemmeno solo dalla loro inalienabilità, inappropriabilità e preservazione, ma attiene alle forme organizzative e alle modalità della loro gestione, che si presume debbano essere condivise, responsabili, pienamente partecipate e democratiche. L’idea che esistano dei beni e dei servizi, fisici o immateriali, naturali o sociali, concreti o cognitivi, situati o eterei, locali o globali…che appartengono alle comunità viventi  nei loro diversi insiemi è un concetto forte, decisamente controcorrente rispetto all’ordinamento socio-giuridico dominato dal pensiero liberista, borghese, sessista e specista.

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Un laboratorio cittadino sull’autogoverno

di Carlo Cuccomarino, Sud Comune

ABBIAMO DECISO DI INTERROGARE E COINVOLGERE SEMPRE DI PIU’ LE REALTA’ CHE SI PONGONO, COME L’ESPERIENZA DI #DECIDIAMONOI, IL PROBLEMA DELLA DEMOCRAZIA, DELLA RIAPPROPRIAZIONE DI SPAZI PUBBLICI, DELL’AUTOGESTIONE E DELLA RICERCA DI NUOVI MODELLI ISTITUZIONALI RADICALMENTE PARTECIPATIVI. Vogliamo che queste pratiche migliorino contaminandosi, ma soprattutto che vadano oltre la sola cura ed uso degli spazi che abbiamo liberato.
Abbiamo coinvolto e vogliamo coinvolgere tutte quelle realtà territoriali, comitati di quartiere, associazioni, studiosi, singoli, gruppi che non si limitano a rivendicare un altro mondo, ma provano ad agirlo nel loro quotidiano; con loro vogliamo tessere insieme il mosaico di un laboratorio cittadino sull’autogoverno.
Intendiamo aprire degli scenari di possibilità per un nuovo governo del territorio, capace di elaborare forme permanenti e popolari per la raccolta e il coordinamento di istanze, bisogni e desideri.
Intendiamo promuovere seminari che interroghino queste pratiche, produrre contaminazioni tra le stesse, elaborare atti e strumenti amministrativi inediti che possano coinvolgere larghi pezzi di quei soggetti oggi sistematicamente esclusi ed elusi dai processi decisionali. A partire da tema del governo e della cura dei beni comuni e degli spazi pubblici, del controllo popolare delle bonifiche ambientali e del territorio, delle forme di relazione tra diversi soggetti fondati sull’orizzontalità.

Ora, la Politica! Quella vera! (non perdiamoci di lista!)

Con l’esaurimento dell’appuntamento elettorale, cosa faranno gli “spammatori” seriali di santini e di articoli promozionali per questo o quel partito? Quali consigli dispenseranno dopo l’orgia mediatica che ha messo al centro del dibattito una specie di surrogato della politica fatto di gossip, contumelie e promesse? Quale sarà il ruolo sociale dei tanti masaniello virtuali, rivoltosi da tastiera che parevano volersi mangiare il mondo in un solo boccone? Quale sarà l’apporto dato alla polis di tante persone che sono state convinte che basta mettere una X su un foglio di carta per sperare in un mondo migliore?

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